“Sono venuto a gettare fuoco sulla terra” – Il fuoco che purifica e divide per amore

FrancescoVangelo

“Sono venuto a portare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! (Lc 12,49)

Queste parole di Gesù scuotono, sorprendono e infiammano. Non si tratta di un fuoco di distruzione, ma del fuoco dello Spirito Santo, che brucia tutto ciò che è impuro, che separa la luce dalle tenebre, che trasforma i cuori tiepidi in fiamme d’amore per Dio.

Gesù non è venuto a portare la “pace del mondo”, una pace superficiale fatta di compromessi e silenzi di comodo. È venuto a portare la pace vera, che nasce dalla verità, e che per questo divide: divide chi sceglie Dio da chi lo rifiuta, chi si lascia purificare dal Suo fuoco da chi preferisce rimanere nel buio.

Il fuoco dell’Amore che brucia e salva

Nel linguaggio biblico, il fuoco è sempre simbolo della presenza divina.

Mosè vide Dio in un roveto ardente che non si consumava. Gli Apostoli ricevettero lingue di fuoco nel giorno di Pentecoste. E i santi mistici – da Santa Caterina da Siena a Santa Teresa d’Avila – descrivono l’amore divino come una fiamma che arde nell’anima, la purifica e la rende simile al Cuore di Cristo.

Gesù desidera che questo fuoco sia “già acceso”: desidera che il mondo intero si infiammi d’amore per il Padre, che ogni cuore diventi una piccola fornace di carità.

Ma perché ciò avvenga, è necessario che prima l’uomo si lasci bruciare dalle fiamme della conversione.

Un battesimo di dolore e di gloria

Gesù parla di un “battesimo” che deve ancora ricevere. Non è quello dell’acqua, ma quello della Croce: un’immersione totale nel dolore, nell’obbedienza e nell’amore redentore.

Questo “battesimo di sangue” è il prezzo del fuoco che Egli accende sulla terra.

Nel Catechismo della Chiesa Cattolica (n. 1225) leggiamo:

“Il battesimo di Gesù, già prefigurato nel suo sangue, è il segno della sua passione: Egli deve ricevere un battesimo, cioè deve morire e risorgere per la salvezza del mondo.”

Gesù sa che la verità del Vangelo non sarà accolta da tutti. Sa che chi vuole seguirlo dovrà scegliere, anche a costo di essere frainteso, rifiutato, persino perseguitato. Ma quella divisione non nasce dall’odio: nasce dalla luce che mette a nudo le tenebre.

Non pace, ma divisione

“Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, ma divisione.”

Sono parole dure, ma vere. Il cristiano autentico, col suo modo di vivere, diventa inevitabilmente un segno di contraddizione.

Gesù lo disse chiaramente a Santa Faustina Kowalska:

“Le anime tiepide mi feriscono più dolorosamente delle anime dei peccatori. Esse non hanno forza né per il bene né per il male.” (Diario, n. 1702)

Il Vangelo non ammette tiepidezze. Non si può amare Dio e il mondo nello stesso modo. Non si può servire due padroni (Mt 6,24).

Ecco perché l’amore vero divide: non perché semini discordia, ma perché costringe a scegliere tra la verità e la menzogna, tra la vita e la morte, tra il fuoco e la cenere.

Il fuoco dei mistici: Luisa Piccarreta e il regno della Divina Volontà

Nei suoi scritti, Luisa Piccarreta parla spesso del fuoco della Volontà Divina che consuma l’anima fino a farla vivere nel cuore di Gesù.

Ella scrive:

“Il mio Amore è fuoco che brucia, ma non distrugge; consuma tutto ciò che è umano e lascia solo ciò che è divino.” (Libro di Cielo, vol. 12)

Questo è il fuoco che Gesù vuole accendere: non un fuoco che divide per distruggere, ma un fuoco che purifica per unire, che separa il peccato dal peccatore per riportarlo all’abbraccio del Padre.

Preghiera

Signore Gesù, accendi nel nostro cuore il fuoco del Tuo amore. Brucia in noi ogni paura, ogni compromesso, ogni falsità. Donaci il coraggio di scegliere Te, anche quando il mondo ci rifiuta. Fa’ che la nostra vita diventi una fiamma che illumina, consola e converte. Gesù e Maria, vi amo: salvate anime.

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